Pensieri.

[Pubblichiamo questo contributo molto personale come testimonianza della pesante violenza esercitata dai dispositivi governativi pandemici, con un tocco di speranza.
Partecipanti all’assemblea non ne condividono necessariamente tutti i punti.]


La vita non è più come prima con il suo tran tran quotidiano e con le poche certezze che caratterizzavano il futuro: il lavoro, le vacanze, le incombenze quotidiane, le feste con amici amiche e parenti come se fosse stato tutto ovattato per seguire un cliché preconfezionato.

Ora la realtà mostra la sua faccia peggiore ed è emerso l’aspetto più disumano delle persone e così sono iniziati sia nell’ambiente di lavoro che anche tra amici e in famiglia le prime discriminazioni e a malincuore ci si è dovut rassegnare all’evidenza.

Per fortuna sono nate nuove amicizie e nuove alleanze tese alla solidarietà che mi hanno permesso di essere forte e determinat dandomi la forza di propormi alle/gli altri/e.

E’ pur vero che nel silenzio dei miei pensieri c’è la delusione di come il Governo e tutto lo Stato Italiano si è comportato verso i suoi cittadini e le sue cittadine creando discriminazioni e diversità fomentando odio e disprezzo senza che nessuno/a si indignasse o li tacciasse come eversori.

Un fatto davvero anomalo che mi ha inorridit è stato quello di augurare la malattia a amici e amiche e conoscenti che la pensano come me e che speravano di ammalarsi pur di avere la certificazione verde e continuare a lavorare, quando un tempo si augurava la salute e il vigore fisico. E’ davvero triste tutto ciò.

Tuttavia per godere di alcuni mesi di bonus il destino ha previsto che mi ammalassi. Nonostante ciò la mia amministrazione anziché impormi l’inoculazione al termine del periodo di validità della certificazione verde mi ha ridotto i termini a 120 giorni. Uno stato di perenne agitazione e ansia mi accompagna pensando che non potrò più mantenere la mia famiglia, ad ogni buon conto anche con il sostegno del/la mi compagn non mollo.

Persone illustri sono decedute combattendo questa guerra assurda fatta di risultanze scientifiche e lotte giudiziarie e pensando a loro mi convinco sempre di più delle mie convinzioni.

Dopo aver vissuto con terrore, angoscia e sofferenza le lunghe giornate chius in casa con la mia famiglia come delinquente ai domiciliari, mascherina al chiuso, mascherina all’aperto, Natale e Pasqua senza parenti ed amici, dopo aver affrontato tutti quei sacrifici, anch’io come tant prima di me dovrò affrontare la mia scelta.

In questo periodo raramente rido e mi diverto. Mi lascia perpless il pensiero unico degli organi d’informazione ma mi rinfranca sapere che ci sono persone che lottano per la verità, persone coraggiose a cui viene lasciato uno spazio davvero esiguo ma che non si sono lasciate impaurire da chi vuole imporre un solo modo di affrontare questa pandemia.

Ritengo che questa situazione debba avere un termine come tutte le cose che iniziano e poi finiscono così come nella vita si nasce e si muore.

La differenza sta in come si vuole vivere.

Spero che ci sia ancora concessa la libertà di poter scegliere.

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